Qual è il momento giusto per cominciare a parlare di sesso ai bambini? E come scegliere le parole più adatte per rispondere alle loro domande?
Un tema delicato, tanto per i piccoli quanto per le figure di accudimento, che merita di essere trattato col giusto approccio partendo da un punto fermo: per quanto sia convinzione comune che si rimandi questo discorso all’adolescenza, la verità è che l’educazione sessuale e affettiva comincia nei primissimi anni del bambino.
👶Educazione sessuale e affettiva, l’importanza di parlarne fin da piccoli
I bambini, intorno ai 2 o 3 anni, cominciano a esplorare il proprio corpo in modo spontaneo. D’altronde è un periodo della vita in cui tutto è “scoperta”, perché non dovrebbe esserlo anche questo? Se i piccoli dovessero porre domande sulle differenze anatomiche tra i corpi o a manifestare interesse su questi aspetti, niente panico: è tutto assolutamente sano e normale.
Il compito dell’adulto è quello di accompagnare con naturalezza e senza imbarazzo, costruendo un dialogo fatto di fiducia e di apertura mentale. Bastano pochi, semplici gesti per fare la differenza ed evitare di rendere la sessualità un tabù.
👉Parlare di sesso ai bambini di 2 e 3 anni: i consigli di Eleonora Sellitto
Introdurre l’educazione affettiva in età prescolare non vuol dire addentrarsi in spiegazioni complesse o inappropriate. Come racconta Eleonora Sellitto, psicoterapeuta e sessuologa di GoMamiGo, si tratta piuttosto di promuovere un atteggiamento onesto e rispettoso.
Usare i nomi corretti per le parti del corpo
Sellitto spiega: “Non nominare mai i genitali con nomignoli, chiamiamoli con il loro nome: pene e vagina. Questo darà al bambino la percezione che non è qualcosa di giudicato ma qualcosa di cui si può parlare senza vergogna”.
Risposte semplici e oneste
I bambini hanno bisogno di semplicità e concretezza. Fornire risposte di facile comprensione e corrispondenti al vero permetterà loro di sentirsi sicuri. Nel parlare di sessualità ai bambini è bene poi porsi una regola: nessuna domanda è sbagliata. I piccoli dovrebbero sentirsi liberi di esprimere qualsiasi dubbio e curiosità sapendo che nessuno verrà rimproverato per questo.
Insegnare il rispetto dei confini
Passare il messaggio che il proprio corpo è il proprio e di nessun altro è importantissimo. Solo il bambino ha il diritto di scegliere come essere toccato e da chi e, viceversa, è fondamentale imparare ad accettare i confini altrui. Come aggiunge Sellitto: “S’insegna fin da piccoli, per esempio chiedendo sempre il permesso di potersi approcciare a loro, di poterli baciare, coccolare..questo darà al bambino gli strumenti per imparare il rispetto del proprio corpo e portare questo approccio nell’interazione con gli altri”.
❤️Educazione affettiva, il ruolo dell’adulto
Il modo in cui noi adulti rispondiamo oggi alle domande dei nostri figli influenza profondamente il loro domani. Un dialogo chiaro, inclusivo e rispettoso getta le basi di come si sentiranno compresi e ascoltati anche in futuro.
Non è necessario spiegare tutto in una volta, ma è importante piantare dei semini rispondendo a tutte le loro domande con un approccio adatto all’età e avviando un confronto libero sul corpo, le emozioni e l’intimità. La loro consapevolezza germoglierà col tempo.

