Obbligare un bambino a fare qualcosa quando non ne ha voglia è un approccio che può avere ripercussioni negative importanti, tanto sul suo sviluppo emotivo quanto sulla vostra relazione figlio-genitore.
Spesso potresti chiederti: “Perché è sbagliato obbligare mio figlio a lavarsi i denti?” oppure “Come posso convincere mio figlio a fare i lavaggi nasali senza costringerlo?”.
❤️L’educazione al consenso nel Metodo Montessori
La risposta giusta la fornisce il Metodo Montessori. Come racconta Benedetta Urciuolo, educatrice di GoMamiGo: “Nel metodo Montessori viene attuata l’educazione al consenso. Si tratta della presa di coscienza che il bambino è un essere a sé stante, una persona con dei diritti e quindi avente anche la volontà o la non volontà di fare alcune cose, per esempio lavarsi o fare i lavaggi nasali”.
Partire dal presupposto che il bambino abbia un proprio potere decisionale significa riconoscere la sua capacità di esprimere un “sì” o un “no”, anche per azioni quotidiane come lavarsi o sottoporsi a procedure igieniche.
Tuttavia è bene chiarire che rispettare la volontà del bambino non significa abdicare e diventare un genitore permissivo. Piuttosto vuol dire costruire un rapporto basato sulla fiducia e sul rispetto reciproco. La parola d’ordine è collaborazione.
🧒🏻Coinvolgimento attivo: gli esempi pratici di Benedetta Urciuolo
“Comprendendo l’importanza del consenso, i genitori possono adottare una serie di strategie efficaci per incoraggiare il bambino a collaborare senza ricorrere alla forza” continua Urciuolo. Di seguito, le strategie vincenti per riuscire a instaurare un rapporto cooperativo e ricco di sicurezza.
✔️Possibilità di scelta
Chiedigli di scegliere il modello di spazzolino da denti, il tipo di shampoo oppure il gusto del dentifricio. Se si sente sicuro fagli tenere in mano gli strumenti e spiegagli cosa stai facendo passo dopo passo. Il coinvolgimento attivo trasforma un obbligo in un’attività condivisa.
✔️Dai un tempo
I bambini hanno spesso bisogno di tempo per elaborare le informazioni e prepararsi mentalmente a cosa succederà. Invece di coglierlo di sorpresa, annuncia l’attività in anticipo: “Tra cinque minuti andremo a lavarci i denti” oppure “Quando avremo finito di leggere questa storia, faremo i lavaggi nasali”. In questo modo darai al piccolo la possibilità di prepararsi psicologicamente.
✔️Offri alternative ragionevoli
Cerca di offrire delle scelte che gli diano un senso di controllo. Per esempio: “Vuoi prendere la medicina prima o dopo aver messo il pigiama?” oppure “Vuoi lavare i capelli seduto o in piedi?”. Queste piccole attenzioni possono fare una grande differenza nella percezione del bambino.
✔️Accogli e sostieni le emozioni
La frustrazione è un’emozione come le altre e, come tale, va accettata e compresa. È normale che i bambini possano provarla ed esprimerla: il tuo compito, come genitore, è aiutarlo a navigare questo sentire.
Benedetta Urciuolo aggiunge: “Abbassati al suo livello, rassicuralo dicendogli che capisci che non abbia voglia di fare quel determinato compito, ma che è veramente importante per la sua salute portarlo a termine”.
Obbligare un bambino a fare qualcosa contro la sua volontà può sembrare la soluzione più rapida, ma è un approccio che ignora i diritti e le emozioni dei più piccoli.
Investire tempo e pazienza nell’educazione a lungo termine, abituando il bambino al consenso e coinvolgendolo attivamente è la chiave per promuovere il suo benessere emotivo.

