Timidezza nei bambini: consigli per genitori consapevoli

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La timidezza nei bambini è qualcosa da correggere? È la domanda di molti genitori, preoccupati nell’osservare il comportamento riservato del proprio figlio. Il timore, spesso, è quello che il bambino possa restare indietro rispetto agli altri, oppure perdere delle opportunità di crescita e interazione sociale, o ancora che possa soffrire di un dolore intimo, nascosto, ma non per questo meno acuto.

E se alla comprensibile ansia provata dal genitore si aggiunge l’aspetto performativo della società contemporanea, dove la spigliatezza e l’estroversione sono spesso premiate, in un attimo ci si ritrova a pensare che la timidezza, per un bambino, sia qualcosa di negativo, un problema da eliminare.

👩‍🏫 Timidezza infantile, i consigli di Silvia Martella

Silvia Martella, pedagogista di GoMamiGo, invita i genitori a fare un passo indietro: “La prima domanda da porsi è perché la timidezza di mio figlio mi dà fastidio? E ancora: io stesso sono stato un bambino timido?”.

Prima di capire come aiutare un bambino timido a gestire al meglio questa sua caratteristica occorre quindi interrogarsi su di sé e ricordare che, spesso, ciò che ci mette a disagio di una persona racconta molto di più di noi stessi che dell’altro.

Magari relazionarsi con un figlio timido ci ricorda che noi per primi, da bambini, ci siamo sentiti giudicati per il nostro carattere riservato. O ancora potremmo rivivere la vergogna provata nell’essere obbligati a parlare con qualcuno quando proprio non avremmo voluto.

Le aspettative culturali, inoltre, non aiutano: la timidezza infantile viene troppo spesso etichettata come una debolezza e un’anomalia del comportamento da estirpare. La realtà, tuttavia, è molto diversa. E molto più profonda.

👉🏻 Perché la timidezza nei bambini non è un difetto

Così come esistono i bambini estroversi, esistono anche i bambini timidi. Ed è così che la timidezza infantile va intesa: un tratto del carattere, niente di più, niente di meno. Semplicemente alcuni piccoli nascono con questa caratteristica intrinseca e hanno bisogno di una guida attenta e delicata per sentirsi sicuri e a proprio agio in situazioni o con persone che, fino a quel momento, sono a loro sconosciute.

Un bambino timido osserva il mondo in modo più riflessivo rispetto a un bambino estroverso. Forzarlo ad aprirsi oppure a sbloccarsi non solo è controproducente, ma può comunicare un messaggio doloroso: il bambino, infatti, potrebbe pensare che “così come sono, non vado bene”. L’approccio migliore è quello di aiutare il bambino a navigare le emozioni, cercando di fornirgli gli strumenti necessari per essere consapevole di sé e delle proprie capacità relazionali.

🎯La strategia per sostenere un bambino timido: consigli pratici

Per supportare un bambino o una bambina timida occorre tenere a mente pochi punti fondamentali:

Rinforzare la memoria dei successi

Rammenta a tuo figlio o a tua figlia di quella volta che ha superato la sua insicurezza in autonomia, così da rafforzare la sua autostima. Per esempio:

“Alla festa di compleanno, quando sei arrivato, ti sei tenuto stretto a me. Poi, quando il papà di Eleonora ti ha offerto quel succo che ti piace tanto, gli hai sussurrato: “Grazie”. Può sembrare un gesto piccolo, ma so che per te è stato importante. Sei stato molto coraggioso”.

Non forzare la mano

I bambini timidi traggono enorme beneficio dalla prevedibilità. Se devi andare con tuo figlio o tua figlia in un posto nuovo, preparalo descrivendo la situazione in anticipo. Anche arrivare per primi, che sia a una festa o al nuovo corso di musica, può essere una valida strategia: il piccolo avrà così la possibilità di osservare tutto con calma, senza pressioni.

Evitare le etichette

Meglio evitare di definirlo come un bambino timido, soprattutto di fronte a lui oppure con altre persone. Spesso e volentieri, l’etichetta si trasforma in una profezia che si auto avvera, diventando uno stereotipo nel quale potrebbe sentirsi ingabbiato.

❤️​ Bambini timidi: l’importanza di essere un porto sicuro

La timidezza non è una caratteristica da eliminare, bensì un aspetto caratteriale da abbracciare. Ecco perché accogliere la particolare riservatezza di un bambino è importante: significa validare i suoi sentimenti, offrirgli una base sicura da cui esplorare il mondo e permettergli di essere chi è davvero, certo del fatto che il tuo amore per lui è sicuro. Ogni bambino sboccia nel proprio, personalissimo modo: il tuo compito, come adulto, non è di cambiare la sua natura, ma di sostenerlo con empatia.